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Tasse – Boom di richieste per la rateizzazione dei debiti

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fisco e tasseI contribuenti in difficoltà economica fanno la fila per chiedere il pagamento rateale delle tasse a Equitalia, anche perché la lotta all’evasione ha fatto emergere arretrati pesantissimi a loro carico: i 24mila soggetti che hanno già bussato alle porte dell’agente della Riscossione devono staccare al Fisco assegni per 978 milioni di euro, cioè quasi 41mila euro a testa (per il 70% sono debiti erariali). Si tratta, ovviamente, di una media statistica, su cui un paio di considerazioni sono d’obbligo: l’asticella è senza dubbio alzata dalla presenza dei super-debitori, una categoria su cui Equitalia ha deciso di puntare gli occhi per accelerare il raggiungimento dei target (nel 2007 un quinto delle riscossioni è arrivata dal portafoglio di chi aveva un passivo superiore ai 500mila euro; si veda Il Sole 24 Ore del 18 marzo). Ma la fotografia indica anche debiti diffusi (anche se di importi inferiori) fra soggetti «medio-piccoli», come conferma il fatto che a chiedere il calendario lungo c’è una folla di persone fisiche: il 79% del totale. E i numeri tornano senza troppe dissonanze in tutte le città più colpite dalla voglia di rate fiscali, con oscillazioni più forti solo sull’entità media dei debiti: più pesanti quelli dei contribuenti napoletani (oltre 80mila euro a testa), più leggeri quelli denunciati dai torinesi (poco meno di 30mila euro pro capite).

Ciò che più conta, però, è il ritmo indiavolato delle richieste di rate. Se dovesse continuare senza flessioni, porterebbe nel giro di un anno a dilazionare pagamenti per 12 miliardi di euro (11,7 per essere precisi) da parte di una folla di quasi 300mila debitori, cioè ben più dei 6,7 miliardi riscossi in totale da Equitalia nel 2007. L’idea del legislatore, che a marzo ha spianato la strada alla rateazione per spingere gli introiti (e garantirsi le coperture alle spese originate dallo stesso Dl milleproroghe, come gli oneri legati alla Visco Sud fino al 2010 o l’addio alla tassa sui contratti di Borsa) si rivela, quindi, fondata.

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Mutui Casa – In Emilia Romagna -6% nel terzo trimestre 2009

mutuo casaIl mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici in Emilia Romagna fa segnare nel terzo trimestre 2009 un -6% rispetto allo stesso trimestre del 2008: i volumi erogati sono pero’ influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Il dato e’ leggermente peggiorativo rispetto all’andamento dell’area nord orientale (-3,3%). E0 quanto emerge dall’ufficio studi Tecnocasa, sezione Kiron mediazione creditizia. Nel terzo trimestre 2009 sono stati erogati in Emilia R. 1.206 milioni di Euro (il 11% dei volumi in Italia), un ammontare che conferma la regione al terzo posto per volumi erogati. L’importo medio del mutuo e’ pari a 132.000 Euro ben superiore all’importo medio italiano pari a circa 117.000 euro. Il calo del terzo trimestre e’ influenzato da una situazione provinciale piuttosto variegata. Di segno negativo Ravenna (-35%), Ferrara (-11%), Piacenza (-2%), Reggio Emilia (-2%) e Forli’ Cesena (-1%). Di segno positivo, invece, le province di Modena (+10%), Rimini (+2%) e Parma (+1%). Di segno negativo anche Bologna (-11%), il valore conferma la provincia al 4° posto per volumi erogati in Italia con 321 milioni di Euro, il 2,8% dei volumi erogati in Italia.

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ISAE – Cala la fiducia dei consumatori

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ConsumatoriCala drasticamente a gennaio l’indice della fiducia dei consumatori (ISAE) passando da 113,7 di dicembre al 111,7.

Il dato è ancora peggiore rispetto alle stime raccolte fra gli analisti che prevedevano un calo modesto: il valore dell’indice a 113,5. Il calo dell’indice fa sì che di fatto la fiducia dei consumatori si riporti sui valori dell’ottobre 2009.

Il lato positivo della vicenda consiste nel fatto che comunque i dati di gennaio 2010 sono migliori rispetto a quelli della fine 2008, periodo nel quale la crisi è entrata nel vivo.

Lo riferisce un comunicato dell’Isae in cui si aggiunge che l’indice è tornato “sui valori dello scorso ottobre, rimanendo tuttavia su livelli ben superiori a quelli medi dello scorso anno”.

I consumatori rimangono comunque pessimisti circa la situazione economica corrente, che si traduce in un’aspettativa di peggioramento della propria condizione economica personale. Grande peso sul risultato negativo della fiducia dei consumatori ha avuto l’aspettativa sul lavoro, dove i giovani sono precari e gli ultraquarantenni a rischio di perdita dell’attuale impiego non vedono prospettive di ri-occuparsi in breve tempo.

Di conseguenza, in un’ottica di risparmio, calano le intenzioni di spesa per i prossimi mesi, soprattutto nel campo dei beni durevoli.   Unica nota positiva: i consumatori hanno notato nell’ultimo anno un lieve calo dei prezzi.

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Tra breve solo un giorno per i bonifici bancari

A breve i tempi di esecuzione dei bonifici si ridurranno considerevolmente. La banca del pagatore è tenuta ad accreditare entro il giorno operativo successivo al ricevimento dell’ordine l’importo dell’operazione sul conto della banca del beneficiario, che a sua volta deve accreditare e mettere a disposizione del cliente il denaro nello stesso giorno lavorativo.

Da ora in poi quindi per il beneficiario coincideranno la data di valuta e quella di disponibilità economica: l’attesa del bonifico si ridurrà a una sola giornata, invece dei tre giorni necessari fino a oggi.

L’adeguamento da parte delle banche non sarà immediato poiché implica un notevole sconvolgimento delle operazioni contabili. Il decreto prevede la possibilità di continuare a utilizzare i tre giorni di esecuzione fino al 1° gennaio 2012. Ma entro il 30 aprile 2010 le banche dovranno comunicare ai clienti l’informativa con le eventuali nuove condizioni e i clienti potranno esercitare senza penali il diritto di recesso entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Rimangono invece uguali i tempi di esecuzione per assegni circolari e bancari: per i primi la data di valuta per il beneficiario non potrà superare una giornata lavorativa, per i secondi non sarà superiore ai tre giorni. Per entrambi, a partire dal 1 °aprile 2010 la disponibilità economica non dovrà andare oltre i quattro giorni.

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Produzione Industriale: Eurostat alza le stime

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L’Eurostat rivede al rialzo il dato di novembre sulla produzione industriale nel Vecchio Continente. A imporre la correzione, spiega l’istituto di statistica europeo, il nuovo dato relativo agli ordini in Germania, cresciuti del 3,2 per cento invece di +0,7 per cento. Il dato europeo risulta così in crescita del 2,7 per cento invece del +1,6 reso noto venerdì. Rivisto al rialzo anche il dato su base annua, con un calo dello 0,5 per cento, rispetto a un ribasso dell’1,5 della prima rilevazione. Per l’Ue a 27 l’incremento è pari a +2,6 per cento (anziché +1,8 per cento), mentre su anno la contrazione è stata dell’1,2 per cento (-2 per cento la prima rilevazione). Per l’Italia il dato resta quello indicato venerdì, cioè +4,5 per cento, superiore alla media europea e a quello di tutti i nostri principali partner commerciali: Germania (+3,2 per cento), Regno Unito (+1,5), Francia (-0,4) e Spagna (+2,7 per cento).

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Azioni – Per Fiat conti in calo ma al di sopra delle attese

Fiat-ChryslerFiat chiude il 2009 con risultati in calo rispetto allo scorso anno ma al di sopra delle attese degli analisti. Dai risultati approvati dal Cda e diffusi questa mattina risulta che l’utile della gestione ordinaria del gruppo è pari a 1,1 miliardi (contro attese di 1,03 miliardi), dai 3,4 miliardi dello scorso, e le perdite nette si sono collocate a 848 milioni contro un utile netto di 1,72 miliardi nel 2008. L’indebitamento netto industriale è sceso a 4,4 miliardi (contro attese di 5,01 miliardi e 5,9 miliardi nel 2008) ma la liquidità è cresciuta a 12,4 miliardi (3,9 nel 2008). Quanto al quarto trimestre, l’utile della gestione ordinaria è pari a 488 milioni di euro (-26%), su ricavi netti per 13,6 miliardi, in crescita del 3,6%. Il risultato operativo è di 63 milioni (contro 256 milioni un anno prima) e la perdita del periodo risulta di 283 milioni contro un utile di 180 milioni nell’ultimo trimestre del 2008.

Il Cda proporrà all’assemblea un dividendo complessivo di 244 milioni (237 milioni al netto delle azioni proprie), pari a circa il 30% del saldo tra utile netto consolidato 2008 e la perdita netta consolidata del 2009. Il dividendo sarà di 0,17 euro per azione ordinaria, di 0,31 euro per le privilegio e di 0,325 euro per le risparmio.

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Azioni – Utile Apple + 50% grazie all’iPhone

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Apple IphoneUn utile netto quasi raddoppiato con il boom del’iPhone, le cui vendite negli ultimi tre mesi sono salite del 100% , totalizzando 8,7 milioni i telefoni venduti, il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A 24 ore dall’atteso evento di San Francisco, durante il quale dovrebbe presentare l’iTablet, Apple presenta il miglior trimestre della sua storia: l’utile netto è balzato a 3,4 miliardi di dollari contro i 2,3 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, superando decisamente le attese degli analisti. Oltre le stime anche i ricavi, risultati pari a 15,68 miliardi di dollari, con un aumento del 32% rispetto al 2009.
«Se annualizziamo i risultati trimestrali constatiamo – commenta l’amministratore delegato Steve Jobs – con sorpresa che siamo una società da oltre 50 miliardi di dollari l’anno».

Fonte: Ilsole24ore.com

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Prestiti più facili per giovani coppie

Prestito a giovaniPer le coppie in cerca di un prestito per fare fronte alle spese, sono presenti sul mercato numerosi prodotti interessanti e vantaggiosi.  Parliamo di “Prestito personale giovani 18-29” del gruppo Carige, “Prestito Giovani di Intesa Sanpaolo”, “Elastys”   della banca Credit Lift, e  “Creditopplà sempre light” di UBI Banca e Duttilo di Agos Ducato.

Sono tutte proposte ideate e particolarmente studiate per tutti i giovani compresi tra i 18 e i 35 anni, caratterizzate da flessibilità ed economicità, che tengono particolarmente conto dell’emergere di nuovi ostacoli nel mondo lavorativo giovanile sempre più precario e meno stabile.  Si tratta infatti di prestiti le cui pratiche burocratiche sono sensibilmente snellite al fine di rendere più agevole l’accesso al mondo dei mutui,  i documenti richiesti solitamente si limitano a carta d’identità,  codice fiscale e busta paga che certifichi il reale reddito del richiedente,  escludendo tutta una serie di certificati che negli anni hanno fortemente intralciato il percorso di accesso.

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La normativa Mifid: informarsi per rischiare di meno

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MIFIDDal 1 novembre 2007 è entrata in vigore una normativa che ha un nome molto semplice, Mifid, una sigla che significa Markets in Financial Instruments Directive e che mira a tutelare meglio il risparmiatore oltre che a creare un mercato più integrato e competitivo nell’Unione Europea. Le nuove regole riguardano più ambiti dei mercati e di tutto il mare magno degli investimenti. Ma conoscerne alcuni aspetti può esserti molto utile se nella tua vita sei riuscito a risparmiare qualcosa e intendi investirlo.

Una novità in particolare tocca direttamente il “cliente”, cioè il cittadino che decide di investire, ed è la codificazione del principio della “best execution”. In pratica, è stato sancito che l’intermediario è tenuto a compiere tutte le scelte per massimizzare l’interesse del cliente. Se prima non lo era, adesso è un sollievo sapere che chi ti sta vendendo un prodotto finanziario ha il dovere esplicito di farlo nel tuo interesse, alle migliori condizioni anche a danno dei suoi interessi.

Gli assegni
Per arrivare all’esecuzione migliore, sono necessari due passaggi:

  • la profilatura del cliente,
  • la valutazione dell’investimento.La profilatura
    Attraverso un questionario e un colloquio l’intermediario deve “profilare” il cliente, cioè classificarlo come investitore al dettaglio, professionali o come controparte qualificata. In base al tipo di categoria, la legge prevede una diversa graduazione degli obblighi e delle regole di condotta a cui devono attenersi gli intermediari finanziari. Essere profilato come cliente al dettaglio è nel tuo interesse, perché impone all’intermediario di essere ancora più accorto e preciso nel proporti l’investimento.

    La valutazione: appropriato o adeguato
    Una volta che ti ha “profilato”, l’intermediario può sapere che tipo di prodotto proporti, cioè sapere se è appropriato. Il termine appropriatezza non è usato a caso, ma per distinguerlo dall’adeguatezza che esprime una premura maggiore. L’appropriatezza obbliga l’intermediario a valutare se il cliente è in grado di capire i rischi connessi all’operazione, ma non dà consigli sull’operazione in sé. In pratica, se vuoi mettere tutti i tuoi risparmi in tango bond, avendo la capacità di valutare il rischio, compi un operazione “appropriata” anche se forse inadeguata.

    Quando, invece, hai affidato all’intermediario la gestione di un portafoglio o hai richiesto un servizio di consulenza (che con la Mifid è diventato un servizio a sé), hai il diritto di ricevere il massimo delle garanzie e quindi anche il giudizio di adeguatezza dell’investimento. Se il servizio di consulenza è gratuito è bene accettarlo: obbliga l’intermediario a una chiarezza maggiore e aumenta il suo grado di responsabilità giuridica.

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    Titoli – I tassi dei Bot ancora sottozero

    Tassi bot sotto zeroI rendimenti netti dei Bot trimestrali finiscono ancora una volta sotto zero ma a salvare i risparmiatori è scattata la rete di sicurezza decisa dal Tesoro lo scorso ottobre con un tetto alle commissioni bancarie per evitare almeno che i sottoscrittori incassino meno di quanto investito a causa di tasse e commissioni.

    L’ultima asta di Bot del Tesoro ha riscosso  un boom di domanda (9,1 miliardi richiesti contro 3,5 offerti per il trimestrale e 12,06 miliardi contro 7,5 per l’annuale con un rendimento netto di 0,397%) specie da parte di banche e istituzioni finanziarie che preferiscono parcheggiare lì la liquidità visto che l’economia stenta a ripartire.

    Per i piccoli risparmiatori, tolte le tasse al 12,5% e le commissioni massime dello 0,1%, il rendimento lordo dello 0,37% si riduce, secondo i calcoli dell’Assiom, a -0,08% ma grazie al meccanismo varato a ottobre dal Tesoro, dopo che in un’asta a settembre si era già verificato il rendimento netto sotto zero, si andranno a comprimere le commissioni bancarie in modo da avere un rendimento almeno pari.

    Per ogni 100 euro di capitale investito, recita il decreto del Tesoro, il risparmiatore dovrà vedersi restituiti almeno 100 euro, dedotte le varie voci.

    Per i piccoli risparmiatori che non si fidano della Borsa, ancora molto volatile, l’alternativa sono i conti risparmio offerti dalle banche che rendono circa l’1,5% lordo a tre mesi e il 3% a 12 mesi.

    Gli analisti avvertono comunque che per i governi, fortemente indebitatisi per finanziare i piani anti crisi nel 2009, la pacchia è finita e nel 2010 dovranno fare i conti con un rialzo dei tassi e emettere titoli a scadenza più lunga e con rendimenti maggiori per attrarre gli investitori.

    Solo questo mese sul mercato si riverseranno bond governativi europei per 100 miliardi di euro su un totale per 1000 miliardi di euro stimati nell’interno anno.

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