T-Bond Future, settimana scorsa ancora verso il basso
(Teleborsa) – Roma, 22 feb – Nella settimana appena conclusa il future sul T-Bond fa ancora un passo indietro, risentendo del proseguimento di recupero del mercato azionario. Il contratto sul principale Gov’s americano, ha risentito anche della decisione della Fed di alzare il tasso di sconto allo 0,75% interpretato dagli investitori come l’inizio di una exit strategy dalle politiche monetarie espansive per fronteggiare la crisi, nonostante l’istituto centrale abbia [continua...]
Fonte: Repubblica.it | Affari&Finanza
Borse deboli in avvio, Intesa Sanpaolo sotto tono
Apertura controllata dei mercati azionari europei. Anche oggi l’attenzione degli investitori si concentra sulle trimestrali societarie, in arrivo a partire dalle prime ore della mattinata, e in particolare sui numeri della banca francese Societe Generale.
I conti delle società diffusi ieri, in maggioranza superiori alle stime, insieme ai buoni dati economici dagli Usa, stanno rafforzando le aspettative di ripresa economica e di conseguenza di miglioramento dei bilanci delle aziende. Il gruppo bancario francese Société Générale (-4,44% alla Borsa di Parigi) ha superato le previsioni sui risultati del quarto trimestre 2009, realizzando un utile netto di 221 milioni di euro contro i [continua...]
Fonte: MF Online
L’oro spicca il volo durante le contrattazioni asiatiche
Impennano le quotazioni del metallo giallo nella mattinata odierna, con un balzo di circa 16 dollari. Il prezzo dell’oro sul Globex si aggira attorno ai 1.114,45 dollari l’oncia, mostrando un incremento di un punto e mezzo percentuale rispetto al valore registrato ieri sera.
Gli investitori tornano a rifugiarsi nel metallo giallo sui timori per la situazione debitoria della Grecia e [continua ...]
Fonte: Affari&Fianza Repubblica.it
Finita la pacchia per corporate bond
La crisi ha spinto gli investitori a preferire titoli emessi dai principali Paesi dell’area euro, penalizzato di conseguenza i titoli corporate, specialmente quelli emessi da società dal basso merito di credito.
Non a caso, spiega un articolo di MF, negli ultimi giorni gli spread sui Credit default swap (Cds) del debito societario espresso in euro hanno spiccato un balzo, a indicare un significativo aumento del costo della protezione da un eventuale default degli emittenti.
Non c’è da stupirsi, perche’ questo è quanto accade quando diminuisce la propensione al rischio degli investitori in momenti di incertezza. Infatti, tra fine gennaio e fine febbraio 2009 era accaduta la stessa cosa. Una volta rientrata l’emergenza, però, l’anno scorso il mercato dei titoli corporate ha poi messo a segno un autentico rally delle quotazioni, con i differenziali di rendimento rispetto ai titoli governativi che, a partire dalla scorsa primavera e sino alla terza settimana dello scorso gennaio, si sono assottigliati sempre piu’. Dopodichè le quotazioni del debito aziendale hanno innestato la retromarcia. Il problema è tanto più grave se si pensa che il 2010 è’ il primo anno in cui consistenti volumi di debito, sia sotto forma di bond che di prestiti, giungeranno a scadenza in Europa. Il trend culminerà attorno al 2014 e per il quale le aziende si stavano preparando per tempo, contando di rifinanziarsi sul mercato del capitali.
Banca Carige al di sotto di 1,83 euro circa
Le flessioni viste nella seconda parte della scorsa settimana hanno spinto Banca Carige al di sotto di 1,83 euro circa, supporto che sia a luglio sia a partire da fine novembre era riuscito a sostenere i prezzi.
Ora le quotazioni rischiano la riattivazione del downtrend in forza da aprile, con target a 1,65 circa almeno.
L’eventuale ritorno in pianta stabile del titolo al di sopra di 1,83 potrebbe anticipare un attacco agli ostacoli a 1,93, prologo a un allungo verso 1,97. Al di sopra di questo ultimo livello prenderebbe corpo un’estensione con obiettivo a 2,1050 almeno, e successivo sul top di fine agosto a 2,21.
Investimenti – Da Sotheby’s New York all’asta gli antichi maestri
L’opera, bellissima per qualità e soggetto, è una delle pochissime direttamente al maestro attribuibili e probabilmente l’unica ancora in mani private.
La rara tela ha una storia affascinante, la provenienza è infatti piena di colpi di scena: apparteneva ad Abraham Adelsberger, un ebreo tedesco che fu costretto, per garantire la sicurezza della sua famiglia, a cederlo nel Dicembre del 1941 per 20.000 fiorini al nazista Hermann Göring, appassionato collezionista e consulente artistico del terzo reich. Il dipinto fu recuperato solo nel 1945 dalle forze alleate e consegnato al governo olandese che lo ha sempre valorizzato esponendolo al pubblico in vari musei. Nel marzo del 2009 il dipinto è stato definitivamente restituito dal tribunale agli eredi Adelsberger.
Eseguito nel 1612, Jupiter and Antiope è il più importante dipinto dell’artista che appare in asta da 25 anni. In catalogo reca una stima compresa tra gli 8 e i 12 milioni di dollari. In questa scena mitologica l’artista coglie con grande maestria l’attimo precedente alla seduzione di Antiope, regina delle amazzoni, da parte di Giove, trasformatosi in satiro sotto mentite spoglie, per non essere da lei riconosciuto.
Tra le altre opere presenti in catalogo, segnaliamo un ritratto un nutrito gruppo di fondi oro di scuola italiana, una bellissima madonna con bambino di Andrea del Sarto (stima 2-3 milioni di dollari) e un ritratto di Rembrandt (stima 8-12 milioni di dollari)
Investimenti – Non si arresta la crescita degli Etp
Il 2009 è stato un buon anno per gli Etp (Exchange Traded Products) ma il 2010 non sarà da meno. Secondo l’ultimo report di Deutsche Bank, a fine anno le masse gestite hanno superato il trilione di dollari e sono destinate a crescere di un ulteriore 20%. Prima della fine dell’anno il valore del patrimonio complessivo raggiungerà quota 1,2 trilioni di dollari ma potrebbe “comodamente” arrivare a 1,3-1,4 miliardi. A trainare la crescita sarà il Vecchio Continente (+30-35%), con 210 miliardi in termini di asset, mentre gli Usa – dove il mercato degli Etp è ormai consolidato – registreranno una crescita più moderata (+15-20%), superando il trilione di dollari.
Quanto all’anno che si è appena concluso, le cifre parlano di un comparto che gode di ottima salute: in termini di asset gli Etp sono cresciuti di 245,5 miliardi di dollari negli Usa e di 50,1 miliardi in Europa, per complessivi 322 miliardi. La crescita è stata del 46,2%, al di sopra delle performance dell’S&P 500 (+23,5%) e del DJ EuroStoxx 50 (21,1%).
Investimenti – Da Unicredit oltre 100 nuovi covered warrant
UniCredit inizia il 2010 con una nuova emissione di Covered Warrant su azioni, FTSE/MIB, tassi di cambio e materie prime che completa la gamma su marzo e giugno 2010 e introduce sul SeDeX scadenze lunghe per quanto riguarda il FTSE/MIB: fino a Dicembre 2015.
In questa fase di mercato (e non solo) gli strumenti con una scadenza più lunga possono presentare un’interessante opportunità per almeno due tipi di strategie: la prima consente di coprire a lungo termine il portafoglio; nel caso, invece, di un approccio rialzista le opzioni a lungo termine hanno una probabilità più bassa di diventare “in the money”.
Ma la nuova offerta UniCredit non si limita ai sottostanti tradizionali e a nuove scadenze, ma aggiunge anche nuovi titoli. In particolare tra i 102 nuovi covered di Piazza Cordusio, spiccano le azioni spagnole: Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Banco Santander e Telefonica.
Continua anche l’intensa attività sul fronte certificates. Unicredit ha infatti lanciato in collocamento presso Fineco bank, un express coupon con scadenza 2 anni che rispetto ai precedenti offre la possibilità di un rimborso di 120 euro a scadenza (contro i 115 delle versioni precedente) se l’indice sottostante è in rialzo. Il tutto continuando a garantire un coupon del 6% dopo 1 anno, data alla quale è anche possibile una scadenza anticipata se l’indice è cresciuto rispetto al suo livello iniziale.
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Roberta




