Acea SpA delibera l’emissione di un prestito obbligazionario da 500 mln di euro e la rimessione in arbitri della controversia con GDF SUEZ
Il Consiglio di Amministrazione di Acea SpA, presieduto da Giancarlo Cremonesi, ha deliberato l’emissione di un prestito obbligazionario di importo pari a 500 milioni di Euro della durata di dieci anni, da collocarsi interamente presso Investitori Istituzionali e destinato ad essere quotato sui listini della Borsa del Lussemburgo o Dublino.
L’emissione persegue l’obiettivo di un migliore equilibrio tra l’indebitamento a breve e a medio/lungo termine del Gruppo Acea.
La Società informerà tempestivamente il mercato in merito all’esecuzione dell’emissione.
Nel corso della medesima seduta, il Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di rilasciare la delega congiunta al Presidente ed all’Amministratore Delegato per la composizione della controversia con il Gruppo GdF Suez, mediante l’avvio delle procedure per la rimessione in arbitrato della controversia stessa.
Titoli – I tassi dei Bot ancora sottozero
I rendimenti netti dei Bot trimestrali finiscono ancora una volta sotto zero ma a salvare i risparmiatori è scattata la rete di sicurezza decisa dal Tesoro lo scorso ottobre con un tetto alle commissioni bancarie per evitare almeno che i sottoscrittori incassino meno di quanto investito a causa di tasse e commissioni.
L’ultima asta di Bot del Tesoro ha riscosso un boom di domanda (9,1 miliardi richiesti contro 3,5 offerti per il trimestrale e 12,06 miliardi contro 7,5 per l’annuale con un rendimento netto di 0,397%) specie da parte di banche e istituzioni finanziarie che preferiscono parcheggiare lì la liquidità visto che l’economia stenta a ripartire.
Per i piccoli risparmiatori, tolte le tasse al 12,5% e le commissioni massime dello 0,1%, il rendimento lordo dello 0,37% si riduce, secondo i calcoli dell’Assiom, a -0,08% ma grazie al meccanismo varato a ottobre dal Tesoro, dopo che in un’asta a settembre si era già verificato il rendimento netto sotto zero, si andranno a comprimere le commissioni bancarie in modo da avere un rendimento almeno pari.
Per ogni 100 euro di capitale investito, recita il decreto del Tesoro, il risparmiatore dovrà vedersi restituiti almeno 100 euro, dedotte le varie voci.
Per i piccoli risparmiatori che non si fidano della Borsa, ancora molto volatile, l’alternativa sono i conti risparmio offerti dalle banche che rendono circa l’1,5% lordo a tre mesi e il 3% a 12 mesi.
Gli analisti avvertono comunque che per i governi, fortemente indebitatisi per finanziare i piani anti crisi nel 2009, la pacchia è finita e nel 2010 dovranno fare i conti con un rialzo dei tassi e emettere titoli a scadenza più lunga e con rendimenti maggiori per attrarre gli investitori.
Solo questo mese sul mercato si riverseranno bond governativi europei per 100 miliardi di euro su un totale per 1000 miliardi di euro stimati nell’interno anno.
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