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feb
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Bce, credito fermo e allarmi immotivati su Basilea 3

Il sistema bancario strilla allarmi in merito alle le norme di Basilea 3 che si ripercuoterebbero con effetti restrittivi sull’erogazione del credito, ma queste preoccupazioni sono ingiustificate, in quanto l’applicazione delle nuove regole sarà graduale e arriverà solo dopo uno studio d’impatto.
A dichiararlo è stato Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea, che ha ribadito come il ritiro delle misure di sostegno attuate da governi e banche centrali “dovrà essere tempestivo”.

Il banchiere della Bce, intervenuto a Milano ad un convegno organizzato da Ernst & Young, sottolinea inoltre che “i profitti realizzati in questi mesi nel settore bancario, ottenuti grazie anche agli interventi effettuati dalle autorità di politica economica per mantenere in piedi il sistema e dunque in ultima istanza grazie ai contribuenti, devono essere utilizzati per aumentare il capitale piuttosto che per remunerare il management delle banche e i loro azionisti”.
Secondo Bini Smaghi, inoltre, “é preoccupante che le considerazioni relative alla necessità di ricostituire il capitale delle banche comincino ad incidere fortemente sulle decisioni di erogare nuovo credito”, come emerge dall’indagine trimestrale sul credito bancario.

Nel frattempo, sempre dalla Bce, giunge la notizia che i prestiti erogati dalla banche europee al settore privato non hanno fatto registrare alcuna variazione a dicembre. Nel mese di novembre i prestiti avevano segnato una flessione dello 0,7%.
Ora i criteri per l’erogazione del credito sono più stringenti, per le famiglie e le imprese, è quindi “essenziale che i governi nazionali mettano a punto dei piani credibili per ridurre i propri deficit”, ha specificato a Davos il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet

Fonte: Blurating.it

gen
29

Tasse – Boom di richieste per la rateizzazione dei debiti

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fisco e tasseI contribuenti in difficoltà economica fanno la fila per chiedere il pagamento rateale delle tasse a Equitalia, anche perché la lotta all’evasione ha fatto emergere arretrati pesantissimi a loro carico: i 24mila soggetti che hanno già bussato alle porte dell’agente della Riscossione devono staccare al Fisco assegni per 978 milioni di euro, cioè quasi 41mila euro a testa (per il 70% sono debiti erariali). Si tratta, ovviamente, di una media statistica, su cui un paio di considerazioni sono d’obbligo: l’asticella è senza dubbio alzata dalla presenza dei super-debitori, una categoria su cui Equitalia ha deciso di puntare gli occhi per accelerare il raggiungimento dei target (nel 2007 un quinto delle riscossioni è arrivata dal portafoglio di chi aveva un passivo superiore ai 500mila euro; si veda Il Sole 24 Ore del 18 marzo). Ma la fotografia indica anche debiti diffusi (anche se di importi inferiori) fra soggetti «medio-piccoli», come conferma il fatto che a chiedere il calendario lungo c’è una folla di persone fisiche: il 79% del totale. E i numeri tornano senza troppe dissonanze in tutte le città più colpite dalla voglia di rate fiscali, con oscillazioni più forti solo sull’entità media dei debiti: più pesanti quelli dei contribuenti napoletani (oltre 80mila euro a testa), più leggeri quelli denunciati dai torinesi (poco meno di 30mila euro pro capite).

Ciò che più conta, però, è il ritmo indiavolato delle richieste di rate. Se dovesse continuare senza flessioni, porterebbe nel giro di un anno a dilazionare pagamenti per 12 miliardi di euro (11,7 per essere precisi) da parte di una folla di quasi 300mila debitori, cioè ben più dei 6,7 miliardi riscossi in totale da Equitalia nel 2007. L’idea del legislatore, che a marzo ha spianato la strada alla rateazione per spingere gli introiti (e garantirsi le coperture alle spese originate dallo stesso Dl milleproroghe, come gli oneri legati alla Visco Sud fino al 2010 o l’addio alla tassa sui contratti di Borsa) si rivela, quindi, fondata.

gen
29

ISAE – Cala la fiducia dei consumatori

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ConsumatoriCala drasticamente a gennaio l’indice della fiducia dei consumatori (ISAE) passando da 113,7 di dicembre al 111,7.

Il dato è ancora peggiore rispetto alle stime raccolte fra gli analisti che prevedevano un calo modesto: il valore dell’indice a 113,5. Il calo dell’indice fa sì che di fatto la fiducia dei consumatori si riporti sui valori dell’ottobre 2009.

Il lato positivo della vicenda consiste nel fatto che comunque i dati di gennaio 2010 sono migliori rispetto a quelli della fine 2008, periodo nel quale la crisi è entrata nel vivo.

Lo riferisce un comunicato dell’Isae in cui si aggiunge che l’indice è tornato “sui valori dello scorso ottobre, rimanendo tuttavia su livelli ben superiori a quelli medi dello scorso anno”.

I consumatori rimangono comunque pessimisti circa la situazione economica corrente, che si traduce in un’aspettativa di peggioramento della propria condizione economica personale. Grande peso sul risultato negativo della fiducia dei consumatori ha avuto l’aspettativa sul lavoro, dove i giovani sono precari e gli ultraquarantenni a rischio di perdita dell’attuale impiego non vedono prospettive di ri-occuparsi in breve tempo.

Di conseguenza, in un’ottica di risparmio, calano le intenzioni di spesa per i prossimi mesi, soprattutto nel campo dei beni durevoli.   Unica nota positiva: i consumatori hanno notato nell’ultimo anno un lieve calo dei prezzi.

gen
28

Tra breve solo un giorno per i bonifici bancari

A breve i tempi di esecuzione dei bonifici si ridurranno considerevolmente. La banca del pagatore è tenuta ad accreditare entro il giorno operativo successivo al ricevimento dell’ordine l’importo dell’operazione sul conto della banca del beneficiario, che a sua volta deve accreditare e mettere a disposizione del cliente il denaro nello stesso giorno lavorativo.

Da ora in poi quindi per il beneficiario coincideranno la data di valuta e quella di disponibilità economica: l’attesa del bonifico si ridurrà a una sola giornata, invece dei tre giorni necessari fino a oggi.

L’adeguamento da parte delle banche non sarà immediato poiché implica un notevole sconvolgimento delle operazioni contabili. Il decreto prevede la possibilità di continuare a utilizzare i tre giorni di esecuzione fino al 1° gennaio 2012. Ma entro il 30 aprile 2010 le banche dovranno comunicare ai clienti l’informativa con le eventuali nuove condizioni e i clienti potranno esercitare senza penali il diritto di recesso entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Rimangono invece uguali i tempi di esecuzione per assegni circolari e bancari: per i primi la data di valuta per il beneficiario non potrà superare una giornata lavorativa, per i secondi non sarà superiore ai tre giorni. Per entrambi, a partire dal 1 °aprile 2010 la disponibilità economica non dovrà andare oltre i quattro giorni.

gen
26

Produzione Industriale: Eurostat alza le stime

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L’Eurostat rivede al rialzo il dato di novembre sulla produzione industriale nel Vecchio Continente. A imporre la correzione, spiega l’istituto di statistica europeo, il nuovo dato relativo agli ordini in Germania, cresciuti del 3,2 per cento invece di +0,7 per cento. Il dato europeo risulta così in crescita del 2,7 per cento invece del +1,6 reso noto venerdì. Rivisto al rialzo anche il dato su base annua, con un calo dello 0,5 per cento, rispetto a un ribasso dell’1,5 della prima rilevazione. Per l’Ue a 27 l’incremento è pari a +2,6 per cento (anziché +1,8 per cento), mentre su anno la contrazione è stata dell’1,2 per cento (-2 per cento la prima rilevazione). Per l’Italia il dato resta quello indicato venerdì, cioè +4,5 per cento, superiore alla media europea e a quello di tutti i nostri principali partner commerciali: Germania (+3,2 per cento), Regno Unito (+1,5), Francia (-0,4) e Spagna (+2,7 per cento).

gen
15

Economia – Eurostat conferma l’aumento dell’inflazione

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inflazioneCresce il valore dell’inflazione. Lo rende noto Eurostat che annuncia che l’inflazione nell’Eurozona, a dicembre, resta confermata allo 0,9% su base annua, in accelerazione rispetto allo 0,5% registrato a novembre. Su base congiunturale, l’inflazione si attesta allo 0,3%. Il dato risulta in linea con le attese degli analisti.
Escludendo energia, tabacco, alcoolici e alimentari, l’inflazione a dicembre si attesta all’1,1% su base annua. Intanto nel mese di novembre, la bilancia commerciale dell’Eurozona è risultata in attivo di 3,9 miliardi di euro. Il dato è sotto il consensus degli economisti posto a 6,5 miliardi. L’avanzo di novembre è inferiore a quello di ottobre 4,7 miliardi. Mentre per quanto riguarda le esportazioni esse hanno registrato una contrazione pari a -0,4% su base mensile e -6% su base annuale. Importazioni +0,3% su mese, -15% su anno.
L’inflazione, in Italia, a dicembre, resta confermata all’1% su base annua, con un incremento dello 0,2% rispetto al mese precedente. Questo dato è stato confermato da Istat. La media del 2009 si attesta quindi allo 0,8%, la più bassa dal 1959, quando si registrò una contrazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo dello 0,4%.

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