Sospensione del mutuo per le famiglie in difficoltà
Da gennaio 2010 è scattata la moratoria delle banche sulle rate dei mutui, su decisione del comitato esecutivo dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana , che ha approvato il ‘Piano Famiglie‘ dando mandato al presidente Corrado Faissola e al direttore generale Giovanni Sabatini, di «avviare le azioni necessarie a coordinare ed estendere le misure già in atto a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficoltà a seguito della crisi». La sospensione del pagamento delle rate riguarda una durata di 12 mesi e le famiglie interessate, in base a stime bancarie, sono 110-120mila.
Il diritto alla moratoria e dunque la sospensione delle rate si ha in alcuni casi specifici:
- lavoratore dipendente a tempo indeterminato che ha perso il posto di lavoro;
- lavoratore dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato il cui contratto è terminato;
- lavoratore autonomo che ha cessato l’attività;
- nucleo familiare in cui è deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia;
- lavoratori in cassa integrazione ordinaria o straordinaria.
Il Piano Famiglie si pone l’obiettivo di definire un programma di sostegno e di fare un quadro generale delle iniziative per le famiglie in difficoltà che già sono state oggetto di altri interventi.
Dopo i 12 mesi di moratoria ovviamente i titolari dei mutui dovranno riprendere a pagare le rate ma l’importo sarà ricalcolato con modalità da stabilire. Il dubbio è se “spalmare” sui successivi 5 anni gli importi del 2010 oppure su 10 anni. Nel primo caso si stima che i costi per il sistema bancario ammontino a circa 50 milioni di euro complessivi che raddoppierebbero nel caso in cui si decidesse ricalcolare il rimborso su 10 anni. Nel secondo caso l’agevolazione per le famiglie è maggiore.
Oltre alla moratoria sui mutui, il Piano famiglie nelle intenzioni dell’Abi punta a coinvolgere gli interlocutori istituzionali e della società civile su tre principali obiettivi: [continua...]
Fonte: 2righe.com
Per ulteriori informazioni sul Piano Famiglie visita il sito ABI: http://www.abi.it/manager?action=show_document&portalId=1&documentId=10641
Moratoria Mutui – moratoria mutui col Gruppo Cariparma
Anche il Gruppo Cariparma aderisce alla moratoria sui mutui nell’ambito del Piano Famiglie dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI); a darne notizia è il Gruppo Bancario nel far presente come anche i mutuatari Cariparma, in possesso dei requisiti, potranno richiedere la sospensione del pagamento della rata dei mutui ipotecari sottoscritti da quelle famiglie che a causa della crisi si trovano ora in difficoltà con il pagamento delle rate mensili. L’adesione di Cariparma alla moratoria segue tutta una serie di pacchetti anticrisi e di plafond a sostegno del credito che le banche del Gruppo hanno portato avanti in questi mesi per sostenere sul territorio sia le famiglie, sia l’attività economica delle imprese.
Con le banche del Gruppo Cariparma potranno richiedere la moratoria, con sospensione della quota capitale del mutuo per un periodo pari a dodici mesi, non solo le famiglie che hanno subito gli eventi negativi descritti nel protocollo ABI-Consumatori, unitamente alla condizione di reddito di massimi 40 mila euro per singolo mutuatario, ed importo massimo originario del mutuo pari a 150.000 euro, ma anche quelle famiglie che pur non rispettando tutti i requisiti sono in oggettiva difficoltà con il pagamento delle rate. Gli eventi negativi sono quelli relativi alla cassa integrazione, decesso di uno dei mutuatari e, tra l’altro, le cessazioni di rapporto di lavoro subordinato o di tipo collaborativo.
Moratoria Mutui – 270mila famiglie hanno usufruito di rinegoziazione o portabilità
Sono circa 270mila, pari all’8% del totale, le famiglie italiane che hanno usufruito delle iniziative messe in atto dalle banche negli ultimi due anni per rinegoziare le rate del mutuo o per sfruttare le norme sulla portabilità. Il dato è stato fornito dal direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente della Camera.
In particolare, sono 195mila le famiglie che hanno rinegoziato il contratto di mutuo «per un controvalore complessivo di circa 20 miliardi di euro» e 72mila quelle che hanno invece cambiato banca attraverso la portabilità del mutuo «per un controvalore di circa 8 miliardi di euro». A fine 2009 i finanziamenti delle banche alle famiglie «erano pari a quasi 500 miliardi di euro di cui 280 miliardi (56%) rappresentati da mutui per l’acquisto della casa», ha aggiunto il direttore generale dell’Abi, secondo il quale i tassi medi di interesse applicati dalle banche per le nuove operazioni di mutuo per acquisto di immobili «i collocano su un livello inferiore di circa 70 centesimi di punto rispetto alla media dell’area euro. A dicembre 2009 i tassi medi italiani spiegano a Palazzo Altieri, erano al 2,95%, dal 5,09% di dicembre 2008. Rispetto alla media dell’area Euro il confronto è sui dati del mese di novembre 2009: 2,9% quelli praticate dalle banche italiane e del 3,59% della media di Eurolandia.
Il rapporto tra il valore del mutuo e il valore dell’immobile è in Italia al 65% rispetto alla media europea del 79 per cento. Per quanto riguarda invece le sofferenze lorde delle famiglie consumatrici, «si ragguagliano a 12,3 miliardi di euro a novembre 2009, oltre 3,5 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni».
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Roberta

