Euribor sotto l’1%, il momento è giusto per comprare casa
L’Euribor (il tasso più significativo che misura il costo del denaro) è crollato sotto l’1% annuo. Non era mai successo, ed è sicuramente una bella notizia per coloro che hanno un mutuo da rimborsare, perché la rata scende in maniera vistosa rispetto a due anni fa (quando il tasso superava il 4%). È una bella notizia anche per chi preferisce il mutuo a tasso fisso e che oggi può trovare facilmente un prestito per l’acquisto della casa a non più del 5% annuo (come ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni…).
Sotto il profilo puramente finanziario, è un momento ideale per chi vuole comprare casa (specie se si tratta della prima casa, che gode di agevolazioni particolari sui finanziamenti e sull’imposizione fiscale); conviene quindi esaminare le varie forme di mutui. La scelta iniziale è quella del tasso, che può essere fisso (quando la rata è predeterminata per tutta la durata del contratto), variabile (quando la rata varia in dipendenza di un parametro, in genere l’Euribor, maggiorato di uno “spread”), misto (quando la rata è inizialmente fissa e successivamente può diventare, a scelta del debitore, variabile). La scelta non è facile e non è priva di rischi. Se si opta per il variabile, si potrebbero pagare rate crescenti (magari oltre le proprie possibilità finanziarie) se i tassi dovessero salire; se si opta per il fisso, per contro, si corre il rischio di pagare rate eccessive se i tassi dovessero scendere.
Qualche consiglio è d’obbligo, per evitare spiacevoli sorprese. Il primo riguarda la maggiorazione del tasso rispetto al parametro: un conto è pagare Euribor più 2%, altro conto è pagare Euribor +2,5%. Il tasso iniziale (che spesso è un semplice “specchietto per le allodole” per richiamare i clienti) è a volte molto conveniente, ma finito il periodo d’avvio (in genere 6 mesi) ci si può trovare di colpo a pagare una rata ben superiore.
Il secondo riguarda i pericoli che si possono annidare nei mutui negoziati attraverso un mediatore o una società finanziaria. Spesso l’agenzia immobiliare che si occupa della compravendita si offre di impostare la pratica, seguirla, presentarla alla banca, gestirla nei vari aspetti burocratici.
Ottima idea per chi non vuole perdere tempo, ma che si presta ad un inconveniente immediato: il mutuo costa di più! Non c’è niente da fare, l’intermediazione costa in tutti i settori e gli intermediari del settore mobiliare sono pagati con una commissione fissa anticipata, calcolata sul valore del mutuo richiesto: se si chiedono 200 mila euro, potrebbero incassare da 3-4 mila euro fino a 10 mila. L’importo non si vede, perché è inglobato nel contratto di mutuo, ma bisogna sapere che non si pagheranno in realtà rate commisurate a 200 mila euro, ma a 203 mila o 210 mila euro. Su una durata ventennale la differenza magari si nota poco, ma c’è; e sono sempre costi aggiuntivi di cui bisogna tener conto. È buona norma chiedere di indicare con precisione l’importo della commissione da pagare.
Se poi si passa attraverso una finanziaria, è bene verificare che sia iscritta ad Assofin, l’associazione di categoria delle società iscritte all’Albo degli intermediari finanziari. In tutti i casi, infine, è indispensabile chiedere il foglio informativo con l’indicazione precisa del Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale, che indica in maniera sintetica e precisa il costo del mutuo, compreso tutto (tasso d’interesse, commissioni, spese, costi d’istruttoria, perizie). È l’unico mezzo per fare comparazioni esatte e scegliere la soluzione migliore.
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