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feb
12

Come investire in borsa

investimenti azionari

investimenti azionari

Cominciamo col capire chi siamo e cosa vogliamo dai nostri investimenti e dalla nostra vita.

Sembra banale ma quando cominciai ad investire i miei risparmi e a capire come investire, non ci avevo neppure pensato.

Non mi ero creato un piano di lavoro, compravo e vendevo in base alla mia interpretazione delle notizie lette dai giornali. Senza sapere quanto potevo rischiare o come potevo proteggermi da un investimento sbagliato, senza neppure ponderare le scelte su come diversificare le posizioni aperte.

Le prime operazioni in borsa, per fortuna erano andate bene, quindi perché non continuare su questa strada!

Era un ragionamento logico e neanche tanto strano o insensato.

Solo dopo diverse perdite cominciai a capire, che soprattutto nel settore finanziario dove circolano molti soldi, è impensabile non avere le idee chiare per non rimanere scottati.
[continua...]

Fonte: Comeinvestireoggi.com

feb
9

Euribor sotto l’1%, il momento è giusto per comprare casa

moratoria mutuiL’Euribor (il tasso più significativo che misura il costo del denaro) è crollato sotto l’1% annuo. Non era mai successo, ed è sicuramente una bella notizia per coloro che hanno un mutuo da rimborsare, perché la rata scende in maniera vistosa rispetto a due anni fa (quando il tasso superava il 4%). È una bella notizia anche per chi preferisce il mutuo a tasso fisso e che oggi può trovare facilmente un prestito per l’acquisto della casa a non più del 5% annuo (come ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni…).

Sotto il profilo puramente finanziario, è un momento ideale per chi vuole comprare casa (specie se si tratta della prima casa, che gode di agevolazioni particolari sui finanziamenti e sull’imposizione fiscale); conviene quindi esaminare le varie forme di mutui. La scelta iniziale è quella del tasso, che può essere fisso (quando la rata è predeterminata per tutta la durata del contratto), variabile (quando la rata varia in dipendenza di un parametro, in genere l’Euribor, maggiorato di uno “spread”), misto (quando la rata è inizialmente fissa e successivamente può diventare, a scelta del debitore, variabile). La scelta non è facile e non è priva di rischi. Se si opta per il variabile, si potrebbero pagare rate crescenti (magari oltre le proprie possibilità finanziarie) se i tassi dovessero salire; se si opta per il fisso, per contro, si corre il rischio di pagare rate eccessive se i tassi dovessero scendere.

Qualche consiglio è d’obbligo, per evitare spiacevoli sorprese. Il primo riguarda la maggiorazione del tasso rispetto al parametro: un conto è pagare Euribor più 2%, altro conto è pagare Euribor +2,5%. Il tasso iniziale (che spesso è un semplice “specchietto per le allodole” per richiamare i clienti) è a volte molto conveniente, ma finito il periodo d’avvio (in genere 6 mesi) ci si può trovare di colpo a pagare una rata ben superiore.

Il secondo riguarda i pericoli che si possono annidare nei mutui negoziati attraverso un mediatore o una società finanziaria. Spesso l’agenzia immobiliare che si occupa della compravendita si offre di impostare la pratica, seguirla, presentarla alla banca, gestirla nei vari aspetti burocratici.

Ottima idea per chi non vuole perdere tempo, ma che si presta ad un inconveniente immediato: il mutuo costa di più! Non c’è niente da fare, l’intermediazione costa in tutti i settori e gli intermediari del settore mobiliare sono pagati con una commissione fissa anticipata, calcolata sul valore del mutuo richiesto: se si chiedono 200 mila euro, potrebbero incassare da 3-4 mila euro fino a 10 mila. L’importo non si vede, perché è inglobato nel contratto di mutuo, ma bisogna sapere che non si pagheranno in realtà rate commisurate a 200 mila euro, ma a 203 mila o 210 mila euro. Su una durata ventennale la differenza magari si nota poco, ma c’è; e sono sempre costi aggiuntivi di cui bisogna tener conto. È buona norma chiedere di indicare con precisione l’importo della commissione da pagare.

Se poi si passa attraverso una finanziaria, è bene verificare che sia iscritta ad Assofin, l’associazione di categoria delle società iscritte all’Albo degli intermediari finanziari. In tutti i casi, infine, è indispensabile chiedere il foglio informativo con l’indicazione precisa del Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale, che indica in maniera sintetica e precisa il costo del mutuo, compreso tutto (tasso d’interesse, commissioni, spese, costi d’istruttoria, perizie). È l’unico mezzo per fare comparazioni esatte e scegliere la soluzione migliore.

feb
3

Mutui casa – Sempre meno italiani comprano casa col mutuo

meno intaliani fanno mutuiGli italiani che acquistano casa rinunciano sempre di più ad accendere un mutuo. Lo scorso anno, infatti, le abitazioni comprate con un prestito bancario sono state il 53%, cifra elevata, ma in caduta rispetto al 66% registrato nel 2005 segnando un calo di 13 punti.

La discesa – evidenziata in uno studio di Scenari Immobiliari – si trasforma in c aduta libera se si guarda ai dati del Centro-Sud, dove in quattro anni il terreno perso arriva quasi a 20 punti percentuali. Nel Mezzogiorno nel 2009 le case acquistate con prestito sono state solo una su tre.

Secondo il presidente di Scenari, Mario Breglia, i mutui ipotecari restano il metodo di pagamento preferito per chi acquista «prime case, di taglio medio piccolo, con un prezzo che non supera i 250 mila euro. Il 90% delle transazioni che avvengono sul mercato residenziale di valore medio-basso contemplano l’aiuto della banca».

La crisi però ha gelato il settore ma tanti italiani avevano fatto a meno di chiedere un prestito alla banca già dal 2006, da quando cioè le rate sono aumentate , a causa della crescita dei tassi. Secondo Breglia «si è tornati al mercato degli anni Novanta, compra la casa solo chi è più ricco e non ha bisogno di alcun aiuto finanziario per acquistare».

Tuttavia, secondo Scenari Immobiliari, il 2010 vedrà un aumento del numero dei mutui: «La domanda è forte – sottolinea Breglia – e già nella seconda metà del 2009 c’è stato un miglioramento del mercato».

gen
29

Mutui Casa – In Emilia Romagna -6% nel terzo trimestre 2009

mutuo casaIl mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici in Emilia Romagna fa segnare nel terzo trimestre 2009 un -6% rispetto allo stesso trimestre del 2008: i volumi erogati sono pero’ influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Il dato e’ leggermente peggiorativo rispetto all’andamento dell’area nord orientale (-3,3%). E0 quanto emerge dall’ufficio studi Tecnocasa, sezione Kiron mediazione creditizia. Nel terzo trimestre 2009 sono stati erogati in Emilia R. 1.206 milioni di Euro (il 11% dei volumi in Italia), un ammontare che conferma la regione al terzo posto per volumi erogati. L’importo medio del mutuo e’ pari a 132.000 Euro ben superiore all’importo medio italiano pari a circa 117.000 euro. Il calo del terzo trimestre e’ influenzato da una situazione provinciale piuttosto variegata. Di segno negativo Ravenna (-35%), Ferrara (-11%), Piacenza (-2%), Reggio Emilia (-2%) e Forli’ Cesena (-1%). Di segno positivo, invece, le province di Modena (+10%), Rimini (+2%) e Parma (+1%). Di segno negativo anche Bologna (-11%), il valore conferma la provincia al 4° posto per volumi erogati in Italia con 321 milioni di Euro, il 2,8% dei volumi erogati in Italia.

gen
25

La normativa Mifid: informarsi per rischiare di meno

Author admin    Category Mercato Mobiliare     Tags ,

MIFIDDal 1 novembre 2007 è entrata in vigore una normativa che ha un nome molto semplice, Mifid, una sigla che significa Markets in Financial Instruments Directive e che mira a tutelare meglio il risparmiatore oltre che a creare un mercato più integrato e competitivo nell’Unione Europea. Le nuove regole riguardano più ambiti dei mercati e di tutto il mare magno degli investimenti. Ma conoscerne alcuni aspetti può esserti molto utile se nella tua vita sei riuscito a risparmiare qualcosa e intendi investirlo.

Una novità in particolare tocca direttamente il “cliente”, cioè il cittadino che decide di investire, ed è la codificazione del principio della “best execution”. In pratica, è stato sancito che l’intermediario è tenuto a compiere tutte le scelte per massimizzare l’interesse del cliente. Se prima non lo era, adesso è un sollievo sapere che chi ti sta vendendo un prodotto finanziario ha il dovere esplicito di farlo nel tuo interesse, alle migliori condizioni anche a danno dei suoi interessi.

Gli assegni
Per arrivare all’esecuzione migliore, sono necessari due passaggi:

  • la profilatura del cliente,
  • la valutazione dell’investimento.La profilatura
    Attraverso un questionario e un colloquio l’intermediario deve “profilare” il cliente, cioè classificarlo come investitore al dettaglio, professionali o come controparte qualificata. In base al tipo di categoria, la legge prevede una diversa graduazione degli obblighi e delle regole di condotta a cui devono attenersi gli intermediari finanziari. Essere profilato come cliente al dettaglio è nel tuo interesse, perché impone all’intermediario di essere ancora più accorto e preciso nel proporti l’investimento.

    La valutazione: appropriato o adeguato
    Una volta che ti ha “profilato”, l’intermediario può sapere che tipo di prodotto proporti, cioè sapere se è appropriato. Il termine appropriatezza non è usato a caso, ma per distinguerlo dall’adeguatezza che esprime una premura maggiore. L’appropriatezza obbliga l’intermediario a valutare se il cliente è in grado di capire i rischi connessi all’operazione, ma non dà consigli sull’operazione in sé. In pratica, se vuoi mettere tutti i tuoi risparmi in tango bond, avendo la capacità di valutare il rischio, compi un operazione “appropriata” anche se forse inadeguata.

    Quando, invece, hai affidato all’intermediario la gestione di un portafoglio o hai richiesto un servizio di consulenza (che con la Mifid è diventato un servizio a sé), hai il diritto di ricevere il massimo delle garanzie e quindi anche il giudizio di adeguatezza dell’investimento. Se il servizio di consulenza è gratuito è bene accettarlo: obbliga l’intermediario a una chiarezza maggiore e aumenta il suo grado di responsabilità giuridica.

  • gen
    21

    Titoli – I tassi dei Bot ancora sottozero

    Tassi bot sotto zeroI rendimenti netti dei Bot trimestrali finiscono ancora una volta sotto zero ma a salvare i risparmiatori è scattata la rete di sicurezza decisa dal Tesoro lo scorso ottobre con un tetto alle commissioni bancarie per evitare almeno che i sottoscrittori incassino meno di quanto investito a causa di tasse e commissioni.

    L’ultima asta di Bot del Tesoro ha riscosso  un boom di domanda (9,1 miliardi richiesti contro 3,5 offerti per il trimestrale e 12,06 miliardi contro 7,5 per l’annuale con un rendimento netto di 0,397%) specie da parte di banche e istituzioni finanziarie che preferiscono parcheggiare lì la liquidità visto che l’economia stenta a ripartire.

    Per i piccoli risparmiatori, tolte le tasse al 12,5% e le commissioni massime dello 0,1%, il rendimento lordo dello 0,37% si riduce, secondo i calcoli dell’Assiom, a -0,08% ma grazie al meccanismo varato a ottobre dal Tesoro, dopo che in un’asta a settembre si era già verificato il rendimento netto sotto zero, si andranno a comprimere le commissioni bancarie in modo da avere un rendimento almeno pari.

    Per ogni 100 euro di capitale investito, recita il decreto del Tesoro, il risparmiatore dovrà vedersi restituiti almeno 100 euro, dedotte le varie voci.

    Per i piccoli risparmiatori che non si fidano della Borsa, ancora molto volatile, l’alternativa sono i conti risparmio offerti dalle banche che rendono circa l’1,5% lordo a tre mesi e il 3% a 12 mesi.

    Gli analisti avvertono comunque che per i governi, fortemente indebitatisi per finanziare i piani anti crisi nel 2009, la pacchia è finita e nel 2010 dovranno fare i conti con un rialzo dei tassi e emettere titoli a scadenza più lunga e con rendimenti maggiori per attrarre gli investitori.

    Solo questo mese sul mercato si riverseranno bond governativi europei per 100 miliardi di euro su un totale per 1000 miliardi di euro stimati nell’interno anno.

    gen
    14

    Investimenti – Non si arresta la crescita degli Etp

    Deutsche BankIl 2009 è stato un buon anno per gli Etp (Exchange Traded Products) ma il 2010 non sarà da meno. Secondo l’ultimo report di Deutsche Bank, a fine anno le masse gestite hanno superato il trilione di dollari e sono destinate a crescere di un ulteriore 20%. Prima della fine dell’anno il valore del patrimonio complessivo raggiungerà quota 1,2 trilioni di dollari ma potrebbe “comodamente” arrivare a 1,3-1,4 miliardi. A trainare la crescita sarà il Vecchio Continente (+30-35%), con 210 miliardi in termini di asset, mentre gli Usa – dove il mercato degli Etp è ormai consolidato – registreranno una crescita più moderata (+15-20%), superando il trilione di dollari.

    Quanto all’anno che si è appena concluso, le cifre parlano di un comparto che gode di ottima salute: in termini di asset gli Etp sono cresciuti di 245,5 miliardi di dollari negli Usa e di 50,1 miliardi in Europa, per complessivi 322 miliardi. La crescita è stata del 46,2%, al di sopra delle performance dell’S&P 500 (+23,5%) e del DJ EuroStoxx 50 (21,1%).

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    14

    Immobiliare – In Europa, il 20% in più di investimenti

    Ancora un anno difficile. Per Jones Lang LaSalle il 2010 non sarà un anno facile per gli investitori attivi nel settore immobiliare alla ricerca di investimenti. E’ questo quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato dalla società di consulenza e intitolato: Capital Markets Outlook 2010 – Uneven Terrain.

    Chris Staveley, direttore european capital markets di Jones Lang LaSalle, ha detto: “Nel 2010 in Europa il volume degli investimenti rimarrà basso, confrontato con le tendenze di lungo periodo; tuttavia, prevediamo un aumento fino al 20% rispetto al 2009, riportandoci ai livelli del 2002 di circa

    85 miliardi. Nonostante i mercati degli utilizzatori siano rimasti deboli, riteniamo che rimangano tali anche quest’anno, vedremo una quota crescente di capitali interessata al settore immobiliare. L’obiettivo principale di questi capitali rimarrà concentrato su immobili prime, solidamente locati. A causa della mancanza di opportunità adeguate, potremo assistere ad una spinta verso il basso dei rendimenti dei prodotti prime, come è successo nel Regno Unito nella seconda metà del 2009».

    Per Nigel Roberts, chaiman european research a Jones Lang LaSalle, ha aggiunto: «Nel 2010 i mercati più grandi, Francia e Germania, mostreranno livelli di liquidità più alti che nel 2009; tuttavia, gli investitori saranno molto attenti nel cercare buoni affari e, dato che i prezzi a Londra ed in altri mercati

    d’investimento primario diventano troppo competitivi per alcuni investitori in questa fase del ciclo, i capitali cominceranno a muoversi in tutta l’Europa. Probabili beneficiari di questa situazione saranno i paesi del Nord e del Centro Europa, dove mercati specifici possono offrire prodotti prime con fondamenti di mercato in continuo miglioramento».

    Infatti secondo lo studio nel 2010 si prevede un aumento del 15%, rispetto al 2009, del volume complessivo delle locazioni (nel 2009 è stato il 30% in meno rispetto al 2008), sebbene nei prossimi cinque anni sia improbabile che l’assorbimento si porti almeno sui livelli medi storici.E la società prevede anche che nel 2010 i canoni degli uffici prime saranno inferiori di circa il 3% a livello generale, ma la lenta ripresa della domanda e le limitazioni dell’offerta creeranno le basi per una diffusa anche se contenuta crescita del mercato degli affitti nel 2011.

    Faranno eccezione a questa tendenza i mercati che hanno visto maggiori variazioni durante la crisi, alcuni dei quali potrebbero vedere un rialzo più significativo dovuto alla scarsità dell’offerta. Certo è anche vero che le banche oggi hanno maggiore chiarezza sulla propria strategia immobiliare rispetto all’inizio del 2009, e questa situazione migliorerà senz’altro nel 2010. Sebbene questo processo sia già iniziato, si prevede che nel 2010 sarà maggiore il flusso di beni controllati dalle banche offerti sui mercati di tutta Europa.

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