In frenata la discesa del mattone e si torna a comprare
I principali network di intermediazione sono d’accordo nel segnalare una tendenza alla risalita delle quotazioni immobiliari nelle grandi città, ma soprattutto un risveglio della domanda. Ad attrarre i potenziali nuovi compratori – tornati in circolazione dopo due anni di assenza- sono tre fattori: la possibilità di ottenere mutui a tassi favorevoli, pretese più ragionevoli da parte dei venditori e l’atteggiamento delle agenzie immobiliari: non più disposte a tenere sul mercato immobili per mesi e mesi. A risvegliarsi anche l’interesse per gli immobili da investimento, comparto nel quale si sta riversando gran parte del denaro rientrato con lo scudo fiscale.
Secondo i dati tecnocasa anticipati dal corriere economia, nelle grandi città nel secondo semestre si è registrato un calo dell’1,5%, nei capoluoghi di provincia del 2,2% e nell’hinterland delle metropoli del 2,3%.
Delle 10 città più grandi, bologna è in controtendenza e cede il 3,6%. a milano invece le quotazioni sono scese dello 0,4% a fronte del forte ridimenzionamento (1,7%) del primo semestre. roma ha ceduto lo 0,8%, due punti in meno della prima metà del 2009 (anche se c’è da dire che milano e roma sono anche le città che hanno beneficiato molto di più del rientro dei capitali. Bologna, firenze e genova oggi hanno quotazioni inferiori a quelle del 2004, ma se si considera anche l’inflazione si registra una dimunuzione del valore intorno al 10-15%.
Per il 2010 si prevede una stabilità dei prezzi, sempre secondo le stime tecnocasa. questo significa 600mila unità vendute e variazioni di prezzi oscillanti tra il -1 e il -3% [continua...]
Fonte: formarealestate.blogspot.com
Moratoria Mutui – moratoria mutui col Gruppo Cariparma
Anche il Gruppo Cariparma aderisce alla moratoria sui mutui nell’ambito del Piano Famiglie dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI); a darne notizia è il Gruppo Bancario nel far presente come anche i mutuatari Cariparma, in possesso dei requisiti, potranno richiedere la sospensione del pagamento della rata dei mutui ipotecari sottoscritti da quelle famiglie che a causa della crisi si trovano ora in difficoltà con il pagamento delle rate mensili. L’adesione di Cariparma alla moratoria segue tutta una serie di pacchetti anticrisi e di plafond a sostegno del credito che le banche del Gruppo hanno portato avanti in questi mesi per sostenere sul territorio sia le famiglie, sia l’attività economica delle imprese.
Con le banche del Gruppo Cariparma potranno richiedere la moratoria, con sospensione della quota capitale del mutuo per un periodo pari a dodici mesi, non solo le famiglie che hanno subito gli eventi negativi descritti nel protocollo ABI-Consumatori, unitamente alla condizione di reddito di massimi 40 mila euro per singolo mutuatario, ed importo massimo originario del mutuo pari a 150.000 euro, ma anche quelle famiglie che pur non rispettando tutti i requisiti sono in oggettiva difficoltà con il pagamento delle rate. Gli eventi negativi sono quelli relativi alla cassa integrazione, decesso di uno dei mutuatari e, tra l’altro, le cessazioni di rapporto di lavoro subordinato o di tipo collaborativo.
Euribor sotto l’1%, il momento è giusto per comprare casa
L’Euribor (il tasso più significativo che misura il costo del denaro) è crollato sotto l’1% annuo. Non era mai successo, ed è sicuramente una bella notizia per coloro che hanno un mutuo da rimborsare, perché la rata scende in maniera vistosa rispetto a due anni fa (quando il tasso superava il 4%). È una bella notizia anche per chi preferisce il mutuo a tasso fisso e che oggi può trovare facilmente un prestito per l’acquisto della casa a non più del 5% annuo (come ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni…).
Sotto il profilo puramente finanziario, è un momento ideale per chi vuole comprare casa (specie se si tratta della prima casa, che gode di agevolazioni particolari sui finanziamenti e sull’imposizione fiscale); conviene quindi esaminare le varie forme di mutui. La scelta iniziale è quella del tasso, che può essere fisso (quando la rata è predeterminata per tutta la durata del contratto), variabile (quando la rata varia in dipendenza di un parametro, in genere l’Euribor, maggiorato di uno “spread”), misto (quando la rata è inizialmente fissa e successivamente può diventare, a scelta del debitore, variabile). La scelta non è facile e non è priva di rischi. Se si opta per il variabile, si potrebbero pagare rate crescenti (magari oltre le proprie possibilità finanziarie) se i tassi dovessero salire; se si opta per il fisso, per contro, si corre il rischio di pagare rate eccessive se i tassi dovessero scendere.
Qualche consiglio è d’obbligo, per evitare spiacevoli sorprese. Il primo riguarda la maggiorazione del tasso rispetto al parametro: un conto è pagare Euribor più 2%, altro conto è pagare Euribor +2,5%. Il tasso iniziale (che spesso è un semplice “specchietto per le allodole” per richiamare i clienti) è a volte molto conveniente, ma finito il periodo d’avvio (in genere 6 mesi) ci si può trovare di colpo a pagare una rata ben superiore.
Il secondo riguarda i pericoli che si possono annidare nei mutui negoziati attraverso un mediatore o una società finanziaria. Spesso l’agenzia immobiliare che si occupa della compravendita si offre di impostare la pratica, seguirla, presentarla alla banca, gestirla nei vari aspetti burocratici.
Ottima idea per chi non vuole perdere tempo, ma che si presta ad un inconveniente immediato: il mutuo costa di più! Non c’è niente da fare, l’intermediazione costa in tutti i settori e gli intermediari del settore mobiliare sono pagati con una commissione fissa anticipata, calcolata sul valore del mutuo richiesto: se si chiedono 200 mila euro, potrebbero incassare da 3-4 mila euro fino a 10 mila. L’importo non si vede, perché è inglobato nel contratto di mutuo, ma bisogna sapere che non si pagheranno in realtà rate commisurate a 200 mila euro, ma a 203 mila o 210 mila euro. Su una durata ventennale la differenza magari si nota poco, ma c’è; e sono sempre costi aggiuntivi di cui bisogna tener conto. È buona norma chiedere di indicare con precisione l’importo della commissione da pagare.
Se poi si passa attraverso una finanziaria, è bene verificare che sia iscritta ad Assofin, l’associazione di categoria delle società iscritte all’Albo degli intermediari finanziari. In tutti i casi, infine, è indispensabile chiedere il foglio informativo con l’indicazione precisa del Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale, che indica in maniera sintetica e precisa il costo del mutuo, compreso tutto (tasso d’interesse, commissioni, spese, costi d’istruttoria, perizie). È l’unico mezzo per fare comparazioni esatte e scegliere la soluzione migliore.
Case, 53% di acquisti con il mutuo
Nel 2009 in Italia il 53% delle case e’ stato comprato ricorrendo a un prestito. Lo rende noto l’istituto Scenari Immobiliari. Una percentuale alta, ma ridotta rispetto ai primi anni del 2000, quando si sfiorava addirittura il 70%. La crisi ha dunque gelato il settore: sono spariti molti acquirenti e molti istituti di credito hanno smesso di dare soldi a chi non e’ in grado di offrire garanzie. Previsto pero’, per il 2010, un aumento del numero dei mutui.
Mutui casa – Sempre meno italiani comprano casa col mutuo
Gli italiani che acquistano casa rinunciano sempre di più ad accendere un mutuo. Lo scorso anno, infatti, le abitazioni comprate con un prestito bancario sono state il 53%, cifra elevata, ma in caduta rispetto al 66% registrato nel 2005 segnando un calo di 13 punti.
La discesa – evidenziata in uno studio di Scenari Immobiliari – si trasforma in c aduta libera se si guarda ai dati del Centro-Sud, dove in quattro anni il terreno perso arriva quasi a 20 punti percentuali. Nel Mezzogiorno nel 2009 le case acquistate con prestito sono state solo una su tre.
Secondo il presidente di Scenari, Mario Breglia, i mutui ipotecari restano il metodo di pagamento preferito per chi acquista «prime case, di taglio medio piccolo, con un prezzo che non supera i 250 mila euro. Il 90% delle transazioni che avvengono sul mercato residenziale di valore medio-basso contemplano l’aiuto della banca».
La crisi però ha gelato il settore ma tanti italiani avevano fatto a meno di chiedere un prestito alla banca già dal 2006, da quando cioè le rate sono aumentate , a causa della crescita dei tassi. Secondo Breglia «si è tornati al mercato degli anni Novanta, compra la casa solo chi è più ricco e non ha bisogno di alcun aiuto finanziario per acquistare».
Tuttavia, secondo Scenari Immobiliari, il 2010 vedrà un aumento del numero dei mutui: «La domanda è forte – sottolinea Breglia – e già nella seconda metà del 2009 c’è stato un miglioramento del mercato».
Mutui Casa – In Emilia Romagna -6% nel terzo trimestre 2009
Il mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici in Emilia Romagna fa segnare nel terzo trimestre 2009 un -6% rispetto allo stesso trimestre del 2008: i volumi erogati sono pero’ influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Il dato e’ leggermente peggiorativo rispetto all’andamento dell’area nord orientale (-3,3%). E0 quanto emerge dall’ufficio studi Tecnocasa, sezione Kiron mediazione creditizia. Nel terzo trimestre 2009 sono stati erogati in Emilia R. 1.206 milioni di Euro (il 11% dei volumi in Italia), un ammontare che conferma la regione al terzo posto per volumi erogati. L’importo medio del mutuo e’ pari a 132.000 Euro ben superiore all’importo medio italiano pari a circa 117.000 euro. Il calo del terzo trimestre e’ influenzato da una situazione provinciale piuttosto variegata. Di segno negativo Ravenna (-35%), Ferrara (-11%), Piacenza (-2%), Reggio Emilia (-2%) e Forli’ Cesena (-1%). Di segno positivo, invece, le province di Modena (+10%), Rimini (+2%) e Parma (+1%). Di segno negativo anche Bologna (-11%), il valore conferma la provincia al 4° posto per volumi erogati in Italia con 321 milioni di Euro, il 2,8% dei volumi erogati in Italia.
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Roberta

