La Fed aumenta i tassi dello 0,25%
Mossa a sorpresa della Federal Reserve, che ha deciso di alzare il tasso di sconto, portandolo dallo 0,50% allo 0,75%. Tale tasso è quello applicato alle banche che ricevono prestiti dalla Banca Centrale. La Fed ci ha tenuto a precisare che comunque la decisione non segnala alcun cambiamento nelle prospettive in termini economici e di politica monetaria.
Dunque l’aumento non rappresenta affatto un segnale di cambiamento della strategia generale, ed il tasso rimarrà vicino allo zero ancora per molto tempo secondo alcuni esponenti di spicco della Fed. Per la famiglie sembra perciò scongiurata la possibilità di un stretta, che avrebbe inciso non poco sui loro bilanci. Nonostante le rassicurazioni il mercato è risultato immediatamente molto nervoso, gli analisti erano infatti molto timorosi che la decisione della Fed fosse in realtà una fase iniziale di “exit strategy” dalle politiche monetarie straordinarie, dalla quale sarebbero scaturiti aumenti per gli interessi su mutui e su prestiti al consumo. Intanto il dollaro ne è uscito rafforzato sul mercato dei cambi, con l’euro che ripiega ai minimi dopo circa 9 mesi.
Moratoria Mutui – 270mila famiglie hanno usufruito di rinegoziazione o portabilità
Sono circa 270mila, pari all’8% del totale, le famiglie italiane che hanno usufruito delle iniziative messe in atto dalle banche negli ultimi due anni per rinegoziare le rate del mutuo o per sfruttare le norme sulla portabilità. Il dato è stato fornito dal direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente della Camera.
In particolare, sono 195mila le famiglie che hanno rinegoziato il contratto di mutuo «per un controvalore complessivo di circa 20 miliardi di euro» e 72mila quelle che hanno invece cambiato banca attraverso la portabilità del mutuo «per un controvalore di circa 8 miliardi di euro». A fine 2009 i finanziamenti delle banche alle famiglie «erano pari a quasi 500 miliardi di euro di cui 280 miliardi (56%) rappresentati da mutui per l’acquisto della casa», ha aggiunto il direttore generale dell’Abi, secondo il quale i tassi medi di interesse applicati dalle banche per le nuove operazioni di mutuo per acquisto di immobili «i collocano su un livello inferiore di circa 70 centesimi di punto rispetto alla media dell’area euro. A dicembre 2009 i tassi medi italiani spiegano a Palazzo Altieri, erano al 2,95%, dal 5,09% di dicembre 2008. Rispetto alla media dell’area Euro il confronto è sui dati del mese di novembre 2009: 2,9% quelli praticate dalle banche italiane e del 3,59% della media di Eurolandia.
Il rapporto tra il valore del mutuo e il valore dell’immobile è in Italia al 65% rispetto alla media europea del 79 per cento. Per quanto riguarda invece le sofferenze lorde delle famiglie consumatrici, «si ragguagliano a 12,3 miliardi di euro a novembre 2009, oltre 3,5 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni».
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